La redistribuzione del reddito nell’Italia di Maastricht

21/07/2011 § Leave a comment

L’idea che la causa dell’elevato debito pubblico italiano sia da cercare in una dinamica anomala delle uscite è tanto diffusa quanto infondata. Il totale delle uscite in rapporto al prodotto è stato sempre allineato a quello dei più civili paesi europei. L’anomalia italiana è tutta nel ritardo con cui le entrate si sono adeguate alle uscite, e nel conseguente sbilanciamento di queste ultime in favore degli interessi corrisposti ai detentori del debito pubblico. Vi è certo molto da discutere sulla scarsa qualità della spesa pubblica nel nostro paese. Bisogna però farlo avendo ben chiaro che, oltre che qualitativamente inadeguata, la spesa dello Stato al netto degli interessi è stata, per buona parte del periodo in esame, inadeguata anche dal punto di vista quantitativo. Dalla seconda metà degli anni settanta, il deficit impositivo è stato coperto prevalentemente ricorrendo al prestito da parte del settore privato. L’eccesso di spesa non è stato così finanziato stampando moneta ma dal risparmio, che di questa mancata imposizione fiscale è in buona misura la risultante e che l’emissione di debito pubblico fruttifero di interessi ha ‘riacquisito’ allo Stato. Queste due peculiarità – inadeguatezza delle entrate e ricorso al prestito – si sono saldate in un circuito redistributivo al contrario che, ingrossandosi, ha agito da potente fattore di disgregazione sociale (saggio: pdf; grafici: pdf).

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